Cirò Marina, in breve
Cirò Marina è un comune italiano di 14 253 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. Sorge sulla costa ionica dell'alto crotonese nell'area dell'antica colonia magnogreca di Krimisa e fino al 1952 ha fatto parte del comune di Cirò. È nota per il vino Cirò DOC ottenuto dai vigneti composti dal vitigno Gaglioppo, per le Clementine di Calabria (prodotto IGP), e come località turistica balneare.
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Il territorio del cirotano vede la presenza di comunità umane già dal Neolitico. Dal Bronzo medio, vengono occupati il sito di Motta, su un pianoro elevato che domina la valle del Lipuda e la costa, e quello di Madonna di Mare, di località Oliveto, Taverna, e Madonna d'Itria. Durante l'età del ferro, gli insediamenti sono posti in posizione più arretrata rispetto alla costa, sulla collina di Cirò (Cozzo Leone e colle Sant'Elia), in una fase indicata dalle fonti storiche antiche come caratterizzata dall'arrivo dei primi coloni greci riconducibili al mito di Filottete, che in questo territorio avrebbe fondato Krimisa ed il Tempio di Apollo Aleo, presso cui consegnò e consacrò il suo arco e le frecce ricevute da Eracle.
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Dedicata a san Cataldo, patrono del paese, fu canonicamente eretta nel 1901. L'edificio, risalente al 1903 e ampliato nel 1950, sorge nella centrale piazza Armando Diaz, nell'area dove si formò il primo sito abitato della cittadina, noto come Baracca. L'interno trinavato è scandito da due arcate. La navata centrale è affrescata con immagini sacre e presenta un soffitto a capriate in legno. La zona absidale semicircolare, anch'essa con dipinti su sfondo oro, racchiude l'altare maggiore a muro in marmi policromi con al centro la statua della Vergine con il bambino. Una delle cappelle laterali è dedicata a san Cataldo.
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La nuova Biblioteca Comunale Capoano-Scarpelli è stata inaugurata nel 2013. Il museo civico ha sede presso Palazzo Porti, ristrutturato nel 1985 e allestito a usi museali nel 1999. Il piano terra custodisce materiali provenienti dal tempio di Apollo Aleo rinvenuti negli scavi di Punta Alice, in particolare il calco della testa di Apollo e dei piedi (la testa marmorea originale e i piedi risalenti al 440 a.C. sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria). Al primo piano è ospitata una mostra fotografica e cartografica sull'archeologia subacquea calabrese degli ultimi trent'anni.
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I primi coloni greci sbarcati sulle coste cirotane rimasero impressionati dalla fertilità di questa terra, per questo motivo fu chiamata Enotria e cioè terra dove si coltiva la vite alta da terra. I contadini ellenici portarono nuovi vigneti da impiantare: sono infatti di probabile origine greca alcuni tipi di vite ancora presenti sia sul suolo calabrese come il gaglioppo e greco bianco. Il vino prodotto chiamato Cremissa, divenne il vino ufficiale delle Olimpiadi e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione.
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La cittadina si è sviluppata nella seconda metà del XX secolo per la crescita dei settori agricolo e peschereccio, con le relative industrie di trasformazione. Sono sorte inoltre attività artigianali e ricreative, legate al turismo balneare. Negli anni settanta su Punta Alice è sorto lo stabilimento della "Sali italiani" del gruppo Montedison, ora inattivo, mentre l'Agip ha scoperto in mare a 4 km dalla costa di Cirò Marina il giacimento "Lavinia", in acque con profondità compresa tra 70 m e 150 m. Da molti anni Cirò Marina è diventata una meta turistica balneare, ottenendo nel 2021 per la 21ª volta la Bandiera Blu, e nel 2021 per la nona volta la Bandiera Verde delle spiagge.
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