Pallagorio, in breve
Pallagorio (IPA: [pallaɡoˈrio], Paragùriu in calabrese) è un comune italiano di 870 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. Sorge nella fascia collinare presilana a nord del Marchesato e copre una superficie di oltre 40 km² compresa tra 130 e 710 metri s.l.m. È un paese arbëreshë di Calabria che conserva la lingua, gli usi e le tradizioni proprie, ma non più il rito bizantino-greco.
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La storia di Pallagorio e del suo territorio è stata caratterizzata da plurimi insediamenti di genti diverse per cultura e provenienza, avvenuti nel corso dei millenni e che, sovrappostesi, poi, nel tempo, hanno dato vita all'odierna popolazione, ricca di varietà culturale e linguistica, degna di interesse e studio. Le fonti storiche documentali sono incerte, e spesso i diversi autori hanno scritto la storia del paese confondendola con quella di altri borghi, quando i suoi abitanti, a causa delle incursioni dei saraceni e del diffondersi della malaria, si spostarono e fondarono nuovi centri abitati dandogli il nome di "alias Palagorio".
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La Chiesa Matrice S. Giovanni Battista: sorse nel VIII-IX sec. D.C. , edificata dai monaci basiliani, come luogo di culto ad una navata con abside bizantina ; successivamente, nel XII sec., dai Normanni, viene trasformata ed ampliata , in struttura sacra con l'altare centrale a forma quadrata ed archi semicircolari, e, con le tre lunghe navate, in stile romanico; infine, nel XVI sec., con ulteriori modifiche, raggiunge l'ampiezza e lo stile cinquecentesco attuale; La Chiesa custodisce, lungo le fondamenta delle navate laterali, pregevoli cripte funerarie , di età medievale, purtroppo, ancora non accessibili e che testimoniano antiche ed illustri memorie locali ; La Chiesa della Madonna del Carmine;
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La festa patronale è in onore a San Giovanni Battista, e si tiene il 24 giugno. In questo borgo è molto diffuso l'artigianato dei tessuti, finemente lavorati a mano. Il paese ha conservato sino alla metà del Seicento, oltre al rito cattolico-latino, il rito greco-bizantino dei soldati e delle famiglie greco-albanesi; poi, la prevalenza della popolazione latina e la volontà delle autorità ecclesiastiche cattoliche fecero, via via, affermare il rito latino. Conserva, tuttora, la lingua arbëreshe, un idioma che alla base linguistica albanese, aggiunge un ricco lessico greco, con notevole impasto, negli ultimi cinque secoli, del dialetto calabrese.
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