Rocca di Neto, in breve
Rocca di Neto (IPA: /ˈrɔkka diˈnɛto/) è un comune italiano di 5246 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. Nota dal 1832 al 1863 come Rocca Ferdinandea (IPA: /ˈrɔkka ˌferdinanˈdɛa/) in onore di Ferdinando II di Borbone, da allora prende il nome composto da "rocca" e dall'omonimo fiume che scorre sul confine a sud del territorio comunale
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La Rocca di Neto antica, allora chiamata Casale di Terrate, sorse sulle alture di Cupone e di Tanzanovella e si trovava a 39° ed 11’ di latitudine boreale, a 34° e 52’ di longitudine orientale dal meridiano del ferro; stava poi a greco da Santa Severina, a libeccio da Strongoli, a maestro da Crotone. Dall’anno 71 a.C., rimase sotto il dominio romano alle dipendenze di Petelia. Le terre di Casale di Terrate, come quelle degli altri abitati della valle del Neto, furono assegnate agli aristocratici romani, che estesero l’economia del latifondo, basata sull’integrazione tra la coltura estensiva dei cereali e la transumanza di mandrie e greggi tra la marina e la Sila, attraverso le valli del Neto e del Tacina.
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Costruita nel Seicento su un edificio rinascimentale, ospita un dipinto quattrocentesco della Madonna, oggetto di grande devozione popolare. La chiesa della "Madonna delle Setteporte" sorge su una collinetta nella frazione "Setteporte" del comune di Rocca di Neto. Originariamente in questo stesso luogo si ergeva una piccola cappella, conosciuta con il nome "cella dell'eremita" in cui venne ritrovato un dipinto della Vergine Maria. Il dipinto, di epoca quattrocentesca fu restaurato nel 1809. L'attuale santuario fu edificato nel 1662 sui resti di quest'antica cappellina, di cui oggi non abbiamo tracce.
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