Santa Severina, in breve
Santa Severina (IPA: [santaseveˈrina]) è un comune italiano di 1 829 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. Il nucleo originario sorge a 326 metri di altitudine su una ripida collina di formazione rocciosa, dalla quale si apre un ampio panorama che va dalla valle del fiume Neto fino alla contigua costa ionica crotonese.
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Il territorio di Santa severina (in particolare i siti di Serre d'Altilia, Monte Fuscaldo, insieme a molti altri), durante le età del bronzo e del ferro, era abitato da popolazioni indigene appartenenti forse al ceppo degli Enotri, come peraltro supposto in base alle ricerche (fine degli anni'70 del XX secolo) del Gruppo Archeologico Krotoniate e di P. Attianese. Il nome autoctono degli antichi abitatori della Calabria rimane, comunque, sconosciuto. Infatti, il termine "Enotri" rappresenta un nome toponomastico attribuito dai greci agli indigeni con le stesse modalità con le quali il nome "Galli" fu assegnato dai Romani a quelli che nella loro lingua si chiamavano Celti.
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La sua costruzione risale all'epoca della dominazione normanna (XI secolo) su una fortificazione preesistente di epoca bizantina. La costruzione bizantina è nota come oppidum ed è attestata da Erchemperto di Benevento testualmente come "oppidum beatae Severinae". Dopo il 1076, sulle sue rovine, Roberto il Guiscardo fece costruire un dongione le cui tracce sono state evidenziate durante i lavori di restauro. Una prova storica diretta è rilevabile nella cronaca di Amato di Montecassino mentre, sempre nel medesimo contesto, una prova indiretta è costituita da una chartula del 1130, edita dal Trinchera, nella quale l'edificio militare viene definito come "Rocca" che, come è noto, è un termine di provenienza scandinava.
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